<<Ma come fai a vedere una caffettiera?>> Effettivamente, Emi non aveva tutti i torti. <<Guarda bene, segui il mio dito. Ecco, lì, così! La vedi ora?>> <<Vuoi che te la disegno?>> Dove vedesse la caffettiera Andrea, o meglio, una nuvola a forma di caffettiera, non lo sa tutt'ora nessuno. La convinzione è una brutta bestia, e questo Emi se lo ripeteva in testa. Andrea tirò fuori dalla borsa, non la sua, un foglio e una matita e iniziò a disegnare. <<Continuo a non vederla>> di tutta risposta. Alla fine, il disegno era più allucinante della sola idea che una nuvola potesse assomigliare ad una caffettiera (entrambi girano attorno ai vent'anni, giusto sottolinearlo). <<Guarda là invece>> prese le redini Emi, che notò qualcosa di più interessante. <<quella nuvola, sembra... sembra, le zampine, le vedi? tipo un... un...>> <<è un ippopotamo!>> <<veramente pensavo più ad un...>> <<massì, è un ippopotamo, l'ho visto!>>